Zara sfrutta i propri lavoratori?

Essenzialmente, per una che ha otto decimi di armadio composto da capi di Zara è una notizia molto triste. Non è per cadere nel perbenismo o simili, ma effettivamente ti fermi un attimo a riflettere su cosa sta dietro quel golfino che hai nell’armadio da due anni e regge perfettamente i lavaggi, e l’hai pagato pure poco.

Non è una frase ad effetto, ma  veramente così: i capi di Zara sono resistenti e costano relativamente poco e anche se non si ha una conoscenza dettagliata dei rapporti che connettono il rapporto costo produzione – qualità – prezzo solitamente un basso costo corrisponde ad una bassa qualità. Ma se la qualità del prodotto è media tendente verso l’alto, la bassa qualità in cosa può consistere? Nella produzione.
Ma non è detto neppure questo, perchè le vendite potrebbero esser così alte da ricoprire del tutto i costi di produzione (e altri costi che non sto qui ad elencare) e di conseguenza creare utile per l’azienda, senza andare ad intaccare nulla nella qualità, sia in fase di produzione, sia del prodotto in sè.

Zara è un gruppo che cresce vertiginosamente, creando utili sempre maggiori, e sicuramente l’accusa di utilizzare lavoratori con ritmi schiavistici (che risultano essere sulla ventina e tra cui compare un minorenne) potrebbe, nel migliore dei casi, rallentare la crescita senza sosta del gruppo Inditex: dico rallentare perchè sicuramente non si fermerà. Non si fermerà per i motivi che ho elencato all’inizio del post: buoni prodotti, prezzo ragionevole. Ovviamente sulla pagina di facebook del brand si è scatenato il putiferio, con le persone che sentenziano a gran voce che non compreranno mai più capi Zara. Mi domando però quali siano le condizioni nelle fabbriche che producono per H&M, per Mango, per Pimkie, per Promod, eccetera eccetera. Senza scordare le produzioni spacciate per Made in Italy, Made in Eu, Made in qualsiasi posto eccetto la Cina, o in Sud America o in Africa o nell’Est Europa, ovviamente senza che l’ombra del lavoro illecito e schiavistico non aleggi sul nome delle aziende e vendute a prezzi stellari.

Il tutto probabilmente si risolverà con un iniziale scaricabarile tra l’azienda e la società che gestisce le fabbriche in questione ( l’ Aha) e il personale, che forse e dico forse potrebbero essersi intascati suon di quattrini anzichè pagare i propri lavoratori e garantire un grado di decenza e vivibilità negli ambienti lavorativi. Poi probabilmente ci sarà l’accusa contro qualche addetto ai controlli delle fabbriche e della sicurezza dei lavoratori. Poi ci sarà un bel comunicato stampa, lunghissimo, intenso, in cui l’azienda chiederà scusa e dirà che i controlli saranno intensificati affinchè tutto questo non si ripeta (e qualcosa è già stato pubblicato). Poi ci sarà una maxi multa, che verrà pagata e poi passerà un po’ di tempo e tutto passerà. E sinceramente lo spero.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Pensieri random e contrassegnata con , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...