E’ un anno che non c’è più.

Il tumore se l’è portata via. Da me, da lui, dai genitori, dai parenti, dagli amici, ma soprattutto dalle sue bambine.

Ha lottato tanto. Tanto. Ma era tanto più grande di lei quel male.

Sembrava ce l’avesse fatta. Ma lui l’ha rapita e non ce l’ha più riconsegnata.

Io le ero tanto affezionata.
Era una parente acquisita. Era la mia madrina.
Ma sin dal primo momento mi è stata vicino come una sorella più grande.
Non mi faceva mancare mai niente.
Mi portava a spasso (e che spasso quando sei piccolo e i più grandi ti portano a fare le passeggiate senza i genitori!), mi dava consigli preziosi, mi faceva regali bellissimi ogni volta. No, non solo quei regali. Regali che valgono di più.

Non mi faceva mancare nulla. E poi era tanto buona, ma tanto.

Non me l’avevano detto, ma lei mi voleva dare una mano lo stesso, ignorando quel male.

Lei era brillante e generosa con tutti. E sorrideva sempre.
Era l’opposto di me. Mi compensava, spesso.

Chissà cosa mi avrebbe detto in questi giorni.
Forse mi avrebbe portata a spasso.
Forse dovrei andare a spasso anche per lei.

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