Dimmi che comodino hai e ti dirò…

Non ricordo esattamente con chi ho avuto questa discussione.

Si parlava di comodini: presente quel mobiletto infame contro cui, ogni tanto, nel sonno, rischi di sbattere capocciate epocali che ti rincoglioniscono in toto e al mattino ti svegli con un mal di testa che solo iddio sa perchè hai deciso di porlo così vicino al letto e il resto lo sapete ? Quelli.

Che poi, ognuno ha una storia da raccontare del proprio comodino. Non ci facciamo caso ma, al mattino, la prima cosa (massimo seconda) cosa che vediamo è LUI. Anche se proprio non ci focalizziamo su  di lui, lo guardiamo comunque.

E qui dovrebbe partire la campagna “Voltati e guarda il tuo comodino”.

Il babbo mi ha sempre detto di non diventare mai portabandiera di nulla. Non è che io l’abbia sempre ascoltato, ma una causa del genere…. suvvia….

Dicevo: ci stavamo confrontando sul fatto che abbiamo tutti comodini diversi e non credevo che anche altra popolazione potesse avere un comodino-casa. Non so voi ma sul mio comodino c’è TUTTO. Credo che sia la mia massima espressione nell’ambito del minimalismo. In ordine caotico: lampada, sveglia, tre libri, blocchetto appunti, crackers, la veneratissima bottiglietta d’acqua, fazzoletti, penne e matite e gomma, fazzoletti, Maloox, antipanico, acqua di sirmione, antistaminico, telefono, custodia occhiali: è un casino. Ma se manca qualcosa mi sento persa.

A parte la descrizione del mio comodino, volevo concentrarmi sui comodini altrui e in particolare di persone che, volendo o nolendo, han fatto parte della mia vita.

Il tizio della prima cotta adolescenziale: credo mi voglia rinnegare, ma indubbiamente ci tengo a rinnegarlo maggiormente io, ve l’assicuro.  Il suo comodino era vuoto. VUOTO. Non ricordo manco se ci fosse la sveglia. Il che la dice lunga.

Il primo moroso: lui non lo voglio rinnegare, ad esempio. A parte che il suo comodino era piccolino. Ma era di un caos stupendo. E poi, proprio a fianco del comodino, aveva una pila infinita di libri e fumetti che pareva dovesse cadere da un momento all’altro, ma restava lì, perfettamente in equilibrio. Bello così. E poi aveva una bella sveglia (o almeno così me la ricordo) e la bottiglia d’acqua: il che NON E’ POCO.

Poi c’è il comodino di una mia vecchia amica che credo si sia allontanata da me dopo le medie perchè effettivamente non le servivo per i compiti e ovviamente, a livello di famiglia, i miei genitori non erano all’altezza degli standard dei suoi.

Indovinate un po’ ? NIENTE COMODINO.

Eddai…

*Questo post non vuole discriminare a priori i possessori di comodini vuoti, ma sforzatevi…*

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Una risposta a Dimmi che comodino hai e ti dirò…

  1. Felix Quinn ha detto:

    Potessi avrei una scrivania come comodino visto la mole di roba che ci devo tenere. E comunque non basta. E quando ci si sveglia e si parte alla ricerca degli occhiali minimo minimo almeno due libri cascano svegliando fragorosamente chiunque.

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